La sentenza della Consulta rappresenta un importantissimo risultato per la democrazia rappresentativ


Comunicato del gruppo avvocati antitalicum coordinato da Felice Besostri

La sentenza della Corte Costituzionale in merito ai profili di incostituzionalità sollevati dai ricorsi da noi presentati - ha così deciso :

  1. di respingere le eccezioni di inammissibilità proposte dall’Avvocatura dello Stato. Tali eccezioni ,se accolte, avrebbero impedito in via preliminare la possibilità stessa di un giudizio di merito da parte della Corte dei diversi motivi di incostituzionalità sollevati dai ricorrenti antitalicum.

  2. Di ritenere inammissibile la richiesta avanzata da noi avvocati antiitalicum che fosse la stessa Corte a sollevare di fronte a sé la questione di costituzionalità riguardante il procedimento di formazione della legge elettorale.

  3. Nel merito di: 1) dichiarare illegittime, accogliendo le questioni sollevate dai Tribunali di Torino, Perugia, Trieste e Genova, le norme relative al turno di ballottaggio, che in quanto tale viene quindi eliminato del tutto; 2) ritenere legittimo il premio di maggioranza che scatterebbe nel caso in cui una lista raggiungesse la soglia del 40% dei voti validi, 3) accogliere la questione di legittimità , sollevata dai Tribunali di Perugia, Torino, Trieste e Genova, relativa alla facoltà dei capilisti di scegliere a loro discrezione il proprio collegio di elezione. I capilista in conseguenza di ciò potranno presentarsi in più collegi ma la scelta relativa al collegio di elezione sarà decisa tramite sorteggio, 4) respingere , perché ritenute inammissibili o infondate, tutte le altre questioni sollevate dai detti Tribunali. 5) affermare che la sentenza produce una legge elettorale immediatamente applicabile.

Esprimiamo soddisfazione , come gruppo avvocati antiitalicum, per un risultato storicamente importante e in ogni caso positivo per la democrazia italiana.

Infatti, pur dovendo constatare che la Corte non ha accolto tutte le ragioni da noi prospettate ( in particolare quelle relative al premio di maggioranza in quanto tale ed ai capolista bloccati) a nessuno deve sfuggire che l’abolizione del turno di ballottaggio e l’impossibilità per i capilista di scegliere a loro discrezione il collegio rappresentano , assieme alla bocciatura della riforma Boschi/Renzi, un colpo quasi mortale all’ispirazione di fondo della legge elettorale. L’Italicum aveva infatti la propria principale architrave nella possibilità, col turno di ballottaggio, di consegnare la maggioranza dei seggi della camera ad una sola lista anche se questa avesse raggiunto un consenso elettorale infimo e di permettere alle segreterie dei partiti di manipolare a piacimento la scelta dei collegi in cui collocare i capolista . Così travolgendo l’intero impianto su cui si basa la democrazia rappresentativa. Questo tentativo è stato sconfitto e ora si riparte dall’affermarsi inequivocabile del principio secondo cui il carattere centrale del parlamento risiede nella sua effettiva rappresentatività. Quanto alla tendenziale uguaglianza del voto , pur restando in piedi un quoziente di minoranza e uno di maggioranza, esso ha compiuto un altro passo avanti che si tratterà di consolidare con l’azione dei cittadini nei confronti del Parlamento . La sentenza , pur con limiti ( ma per giudicarli compiutamente dovremo attendere le motivazioni ! ) indubbi - restano i capolista non soggetti a preferenza e un premio ancora troppo alto pari al 14% dei seggi - costituisce un risultato dal quale non si potrà più prescindere.

Qualcuno dice che la sentenza, avendo legittimato la soglia del 40% per l’attribuzione del premio “di maggioranza” (oltre alla possibilità per i segretari/rie dei partiti di collocare in parlamento ,tramite i capilista, i propri fedelissimi), avrebbe lasciato in vita l’architettura istituzionale del renzismo (che potrebbe per questa via tentar di risorgere semplicemente modificando la norma relativa alle coalizioni). A noi non sembra così : il renzismo aveva scommesso il proprio futuro sull’esistenza di una sola Camera politica , sul controllo autoritario del Parlamento da parte del Governo e sul ballottaggio senza soglia con garanzia di 340 seggi: su tutti questi fronti il renzismo – grazie al referendum e alla sentenza della Corte - esce sconfitto e con le ossa visibilmente rotte. Certo può riprendere vigore ma questo dipenderà moltissimo dalle dinamiche politiche nel paese e molto meno dal fatto, pur certo negativo, che sia stato salvato il premio di maggioranza.

Non meno importante e storicamente straordinario è infine il principio , affermato dalla Corte nel respingere le eccezioni di inammissibilità dell’Avvocatura dello Stato , secondo cui d’ora in poi i cittadini avranno la possibilità di chiedere in via preventiva alla Corte – tramite i Tribunali ordinari – di tutelare , anche prima che le leggi elettorali siano applicate, il loro diritto all’esercizio del voto uguale e diretto , cioè conforme a costituzione. La strada era stata aperta dalla sentenza n.1/2014 della Corte , oggi la Corte afferma in via definitiva questo principio processualmente rivoluzionario per l’Italia. I nostri ricorsi si possono riassumere in una frase lapidaria: se le leggi elettorali sono “costituzionalmente necessarie” esse debbono essere necessariamente costituzionali. Si deciderà come dare impulso, nei giudizi antitalicum ancora pendenti in molti Tribunali , all’emissione di ordinanze sui punti non esaminati dalla Consulta. Tra i quali le illegittime maggiori soglie di accesso al Senato rispetto alla Camera, che contraddicono l’eguaglianza e la libertà di voto ex art. 48 Cost, e la preferenza unica al Senato invece che doppia di genere come alla Camera più rispettosa dell’art.51 Cost. sul riequilibrio della rappresentanza.

Ringraziamo tutti gli avvocati e le avvocate antitalicum per l’impegno prestato , ringraziamo i milioni di cittadine e cittadine che hanno sostenuto e condiviso questa impresa. Oggi la democrazia partecipata e rappresentativa è più forte . Da qui possiamo ripartire per sostenere con un’azione di massa la necessità di una nuova legge elettorale, omogenea tra Camera e Senato , che abolisca i capolista bloccati e aumenti la soglia che da diritto al premio .

Avv. Felice Besostri

Avv. Mauro Sentimenti


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