PROMUOVI LE RAGIONI DEL NO CON 3 SEMPLICI PASSI

Il Governo Renzi sta svuotando di contenuto  le regole democratiche. Con la modifica della legge elettorale e della Costituzione sarà concentrato nelle mani del governo un potere senza precedenti. Nessun governo del passato era riuscito a tanto.

La Costituzione Repubblicana, frutto della lotta di Liberazione, è il punto culminante della storia del nostro Paese. Un patto di civile convivenza fra donne e uomini liberi, di diversi orientamenti, di destra e di sinistra, cattolici e laici, che hanno condiviso principi e regole. Essa è espressione delle tante culture del nostro paese, del rispetto di tutte le minoranze ed è intesa ad impedire e prevenire qualsiasi tentazione e pratica autoritaria. 

Le modifiche costituzionali - combinate con la nuova legge elettorale e con le riforme della Pubblica Amministrazione –realizzano una grande concentrazione di potere nelle mani del Governo e del suo capo, attribuendo di fatto ad un unico partito – che  potrebbe anche essere espressione di una ristretta minoranza di elettori – potere esecutivo e potere legislativo, condizionando, altresì, la nomina del Presidente della Repubblica e dei componenti della Corte Costituzionale. 

Va ricordato, poi, che molti partiti hanno assunto una deriva oligarchica, sono in mano a gruppi di potere ristretti e, spesso, ad un unico capo politico.

Il Parlamento viene ricondotto alla funzione di ratifica dei provvedimenti del Governo, nel quadro di un generale soffocamento del ruolo delle autonomie regionali e locali. Se a ciò si aggiunge il potere dei capi di partito di determinare i candidati e le liste ci si accorge del passaggio da una democrazia rappresentativa ad una democrazia dell’investitura (il capo – e non il popolo- sceglie i parlamentari).

Non può essere definita una riforma, ma una deforma. Talmente sbagliata, da essere avversata dalle più disparate culture politiche. Tutte le opposizioni, di sinistra, di centro (liberali), di destra (Forza Italia) Federaliste (Lega), nonché quelle non classificabili negli schemi canonici (Cinque Stelle) si sono espressi contro. 

Una democrazia non si giudica dai poteri che attribuisce al partito di governo, ma dalla tutela del pluralismo e dalla rilevanza data ai diritti sociali e delle minoranze.  

Si pensi ad un’estemporanea vittoria elettorale di partiti autoritari.  E’ veramente irresponsabile attribuire ai prossimi governi poteri quasi illimitati.

Salvaguardare la democrazia oggi, è garantire la propria libera voce domani e la sovranità popolare per le generazioni successive. 

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